Edward era seduto ad un tavolo del vagone ristorante, sul treno che avrebbe portato lui e suo fratello a Central City e scrutava con sommo disgusto la tazza di latte che gli era stata piazzata davanti per colazione. Stava per trasmutarla in un più fresco e gustoso succo di frutta per colazione, quando gli tornò in mente quella volta in ospedale quando aveva discusso con Winry perché non voleva berlo. Al ricordo sorrise e d’improvviso capì che la loro meta non era Central City.
Winry sorseggiava un bicchiere di latte, mentre nel suo laboratorio lavorava ad un nuovo auto mail per il suo cane, Den. S’interruppe per asciugarsi il sudore. Faceva caldo quel giorno. Posò il bicchiere sul piano di lavoro e fissandolo le tornò in mente Edward e il suo odio per il latte. Il suo cuore accelerò i battiti al ricordo dei suoi capelli biondi, del modo in cui gli spiovevano sugli occhi dorati, di come se la prendeva quando lo chiamavano “tappo”. Non era una novità, era da molto che ne era innamorata, ma lui non sembrava ricambiarla. Provò ad allontanarlo dalla mente, ma non ci riuscì. Chissà se si era alzato di statura. Finì di bere il latte e rinunciò a finire il lavoro che aveva iniziato con tutti quei pensieri per la testa, tanto non si sarebbe riuscita a concentrare. Si levò la tuta da lavoro rivelando sotto un paio di pantaloncini di jeans e il suo solito top nero, sul quale indossò una camicetta corta che allacciò sopra l’ombelico. Scese in cucina per farsi una limonata fresca, ma aveva appena preso in mano il limone che la zia Pinako la chiamò: - Winry! Ci sono visite! -. La mano che reggeva il limone iniziò a tremare. Possibile che fossero loro? Posò il limone e si affrettò a controllare di essere presentabile, poi uscì. Pinako dava le spalle alla porta e davanti a lei, con un’espressione felice e stanca c’era Ed con accanto suo fratello Al.
-Ed! Al! Come mai siete venuti a Rizembool? – disse Winry a bocca aperta per lo stupore.
- Beh, siamo passati a fare un gir… - cominciò Ed, subito interrotto da Al: - Il fratellone si è preso una vacanza! - esclamò tutto felice.
- Incredibile, Ed si è preso una vacanza? – lo canzonò la ragazza.
- Che c’è di tanto strano? Anch’ io ne ho bisogno ogni tanto!>_< – rispose Ed sulla difensiva.
- In ogni modo, quanto vi fermerete? – domandò Winry.
- Un mese …credo – disse incerto Ed.
- Dai fratellone, ti sei concesso due mesi e qui ne passiamo solo uno? – chiese Al sorpreso.
- Ehm, Al… - Ed gli lanciò uno sguardo omicida.
- Ziiiiaaaa! Sai se c’è ancora quel gatto che passava sempre di qua? – gridò Al cogliendo l’espressione del fratello e sperando di evitare la sua furia correndo in casa dalla zia Pinako. Winry invece si rabbuiò.
- Perché non vuoi rimanere? Perché dovete sempre partire? -
- Winry, sai cosa stiamo cercando, due mesi di pausa sarebbero troppi! -
- Ma perché? Ed, a volte non ti capisco! -
- Perché io voglio che Al torni normale il prima possibile. Ecco perché. Ora posso cambiarmi? -
- Sì, vieni. – e lo condusse alla sua stanza. Quando uscì dalla stanza dopo avergli portato i vestiti di ricambio e aver chiuso la porta vide nonna Pinako venirle incontro con il cesto del bucato.
- Winry, lo so che ti dispiace, ma sai che non resterebbero comunque qui per sempre. Questo lo devi accettare. E ora cerca di goderti questo periodo, d’accordo? – le disse interpretando la sua faccia triste.
- Ci proverò… - rispose lei poco convinta. Uscì in giardino per stendere il bucato che Pinako le porgeva. Mentre sudava sotto il cocente sole estivo la rabbia si attenuò lasciando il posto alla comprensione. E proprio mentre stava pensando che una bella doccia fredda non sarebbe stata affatto male, una secchiata d’acqua la colpì in piena schiena. Si girò e vide Ed con in mano il secchio vuoto che ridacchiava. Rise anche lei e prese la canna dell’acqua cominciando a bagnarlo. Ne seguì una lotta, che Edward poi vinse, bagnando completamente Winry.
- Basta… mi arrendo! – fece lei accasciandosi su una sedia. Ed chiuse l’acqua e si sedette sulla sedia accanto alla sua.
- Senti, scusa per prima, ma non volevo dirtelo perché sapevo come avresti reagito. Scusa ancora – disse il ragazzo un po’ imbarazzato.
- Scuse accettate – rispose lei sorridendo.
- Meno male…- sospirò Ed. In quel momento il suo stomaco gorgogliò.
- Andiamo a mangiare? -
- Bagnati? -
- Beh no… -
- E invece sì, perché oggi si mangia in giardino, anche se all’ombra! – intervenne zia Pinako arrivando con un vassoio sopra il quale troneggiava un’enorme ciotola piena d’insalata di riso.
- Winry, vai ad apparecchiare per piacere – le chiese la zia.
- Subito – rispose la ragazza trovando una scusa per andare a riflettere sui cambiamenti. Era strano, Ed normalmente non era così. Non avrebbe mai fatto a gavettoni solo per farsi perdonare, l’Ed serio e determinato che conosceva lei, e soprattutto non avrebbe mai preso un periodo di ferie. “Che strano, chissà cos’ ha per la mente” pensò Winry mentre usciva con in mano tutte le stoviglie necessarie.
- Vuoi una mano? – le chiese Al prendendo alcuni bicchieri
- Oh si, grazie – rispose lei mentre Ed si avvicinava. Si era alzato proprio tanto, ora le arrivava alla testa. Meno male. Oh no, a che diavolo pensava? Sapeva che lei a Ed non interessava, a che le serviva fantasticare su di lui? A niente, si rispose, perciò piantala e levati quello sguardo da ebete che hai quando c’è lui.
La zia Pinako la riportò alla realtà facendo i complimenti a Edward: - Accidenti Ed come sei cresciuto! Tra poco supererai Winry, dovremo farti degli auto mail nuovi –
Ed non rispose, ma arrossì, di piacere questa volta.
Finalmente si sedettero a tavola. Il pranzo corse via tra chiacchiere e risate e il caldo fece venire una gran sonnolenza a tutti, così andarono tutti nelle varie stanze a riposarsi. Winry si fermò a sparecchiare, così fu l’ultima ad andare a coricarsi. Tutte quelle emozioni l’avevano stancata parecchio, così quando si sdraiò sul suo letto cadde quasi subito in un sonno rigenerante.
Si svegliò a causa di un rumore sotto la sua finestra. Si alzò e andò a guardare cosa fosse successo. Vide Ed che si teneva la mano sinistra e Al che sembrava disperato. Aprì la finestra e chiese: - Cos’ è successo? –
- Il fratellone si è fatto male mentre ci allenavamo – rispose Al preoccupato.
- Aspettate, arrivo subito – disse, e si precipitò in giardino. Quando arrivò però, Ed sembrava aver trovato una soluzione.
- Allora, cos’ è successo? -
- Ho tirato un pugno ad Al con la mano sinistra anziché con la destra e questo è il risultato – le mostrò la mano inerte.
- Ed…perché non pensi mai prima di agire? Te la sei rotta? –sospirò.
- Sì. Al a quanto pare è una buona armatura – sorrise.
- Dovremo ingessarla allora. O meglio, dovrà farlo il medico -
- Non se ne parla. Almeno, se ne parlerà solo dopo che avrò provato con l’alchimia. Alla fine si tratta pur sempre di una riparazione, quindi dovrebbe funzionare alla perfezione. Tienimi ferma la mano, altrimenti non riesco a batterle. -
- Ok – e gli prese il polso. Oddio, una scarica elettrica (la classica scarica elettrica XD) l’aveva attraversata quando l’aveva toccato. Strinse la mano un po’ più su e lui avvicinò l’altra, stringendo i denti per il dolore quando cozzarono. Poi posò la destra sulla sinistra e la classica luce blu apparve. Quando si spense lui tolse la mano da quella di Winry e fletté le dita.
- A posto. Niente medico, niente gesso. Al, pronto? – disse tornando in posizione da combattimento.
- Fratellone, non so, ti sei appena rotto la mano… - rispose Al incerto.
- Avanti, ora starò più attento. – promise Ed.
- Se te la senti tu… - acconsentì Al. Winry faceva da osservatore imparziale alla conversazione. I due cominciarono a lottare. Ed era decisamente bravo, ma anche Al non scherzava per essere un’armatura. Dopo un po’ lei si ritrovò a fare il tifo per Ed, gridando entusiasta. La lotta finì con Ed che tentava di far cadere Al con una scivolata e che invece fu preso per un piede. Winry vide come ci era rimasto male, e mentre i due fratelli andavano a fare una passeggiata lei si mise ai fornelli e preparò una torta, la preferita di Ed. Zia Pinako entrò mentre lei la decorava disegnandoci sopra Al che teneva Ed per un piede.
- Mmmm, che profumino! – commentò.
- Sì, sto facendo una torta – rispose Winry.
- Lo vedo. E’ per Ed, vero? – chiese la zia.
- Beh, sì, Al non la può mangiare… - confermò Winry.
- E’ la preferita di Ed – osservò.
- Beh, è qui ospite ed è il primo giorno…bisogna pur festeggiare no? – disse un po’ imbarazzata lei.
- Ok, se lo dici tu… - e con questa frase uscì dalla cucina,lasciando Winry a finire le decorazioni.
Cenarono velocemente, poi Winry servì la torta davanti a Ed, come se fosse il suo compleanno. Lui la vide e rise.
- Era per consolarti della sconfitta di oggi – spiegò la ragazza ridendo anche lei.
- Gr…Grazie… - disse tra le risa.
Alla fine riuscirono a tagliare la torta e servirla a tutti, compreso Ed a cui erano venute le lacrime per il gran ridere, cosa molto strana anche questa. Di solito non rideva mai, sorrideva appena. Winry non capiva, dov’era l’Edward che aveva conosciuto? Probabilmente era sempre lui, solo che così allegro non lo riconosceva più. Rimasero ancora in salotto a chiacchierare fino alle dieci e mezza, quando Pinako annunciò di essere stanca e che voleva andare a letto. Vide Ed e Al scambiarsi un’occhiata, poi Al andò di sopra dalla zia perché, così disse, voleva parlarle un attimo.
- Senti, io pensavo che domani dovremmo cominciare a lavorare agli auto mail, così saranno pronti a breve e potremo cambiarli prima. Cercheremo di renderli ancora più confortevoli, vedrai – attaccò Winry, ma vide che Ed non ascoltava, sembrava pensoso.
- Ehi, mi stai ascoltando? – chiese.
- Cosa? Sì, sì… - fece Ed assorto nei suoi pensieri e, notò Winry, un po’ ansioso.
- Ve beh, ne parliamo domani, sono stanca anch’io. Buonanotte – sbadigliò lei e andò in camera, si mise il pigiama e si sedette sul letto. Sentì Ed che saliva le scale e rizzò le orecchie. Lo sentì che entrava nella stanza che condivideva con Al e, nel silenzio della casa, lo sentì dire ad Al: - Mi spiace, non sono riuscito. Diavolo, non riesco in nulla. Non riesco a farti tornare normale, a distruggere gli homunculus e ora perfino a fare questo! Sono una frana! -
- Fratellone, non è vero! Devi solo saper cogliere l’attimo. Vedrai… - rispose Al. Non sentì altro perché si era addormentata. Ma non durò molto. Si svegliò verso mezzanotte e non riuscì più a riaddormentarsi. Di che cosa parlava Ed? Cos’erano gli homunculus? E che cosa non era riuscito a fare? Decise di uscire a prendere una boccata d’aria e cercare di togliersi quei pensieri dalla mente. Scese in punta di piedi e aprì piano la porta. Con sua sorpresa c’era già qualcuno in giardino, seduto sotto un albero a fissare il cielo. Si avvicinò silenziosamente nell’erba che le solleticava le piante dei piedi e si sedette accanto a lui.
- Anche tu qui? – sussurrò.
- Già, non riuscivo a dormire – spiegò Ed.
- Nemmeno io – rispose lei. Meno male che era buio e non vedeva quanto era rossa!
- Si sta bene stasera – osservò Ed.
- Già. C’è la luna piena… - osservò Winry, abbracciandosi le ginocchia.
- Winry…io…devo dirti assolutamente una cosa… - disse Ed con la voce roca e imbarazzata.
- Dimmi – rispose senza voltarsi per il timore che notasse la speranza nei suoi occhi. Fissò il cielo invece.
- Ecco, vedi…io…io penso che sia una magnifica serata – disse tutto d’un fiato.
Winry si voltò di scatto. – Già… -.
- Cioè, no…oddio, è difficile…io…sono…venuto per te – balbettò.
- In che senso? O_o – chiese Winry. Un barlume di speranza forse c’era ancora.
- Ecco, tu… -Ed balbettava senza riuscire a dare un senso logico a ciò che diceva. Winry era ancora voltata verso di lui in attesa, quando lui evidentemente rinunciò alle parole e passò ai fatti, baciandola. Winry non riusciva a crederci. Edward che la baciava sotto la luna piena in una sera d’estate. Non era possibile, doveva essere l’ennesimo sogno, eppure era tutto così reale…forse non era un sogno, forse alla fine era questo che aveva sempre sognato. Era questo il bacio che aspettava e che si aspettava da Ed. Sarebbe stato senz’altro un mese interessante…no, un attimo…
- Ti va? – le domandò Ed all’orecchio.
- Resterai due mesi? – rispose Winry maliziosa, sempre all’orecchio.
- Può darsi – bisbigliò l’alchimista.
- Allora sì – disse lei, e lo baciò di nuovo. Finalmente un lieto fine anche per lei, ora era veramente felice. Sarebbero stati due mesi interessanti…non vedeva l’ora di affrontarli.